Da studenti a fondatori di start-up il passo è sempre più breve: parola del Professor Di Lizia, mentor del #T-TeC 2022

06 novembre 2023

Professore, mentor, ma sopratutto primo tifoso dei propri studenti. Pierlugi Di Lizia insegna Ingegneria Aerospaziale al Politecnico di Milano e lo scorso anno ha supportato il team SunCubes nel percorso che lo ha portato a classificarsi al terzo posto nel #T-TeC 2022.

SunCubes, oggi start-up formata da tutti studenti del Politecnico di Milano, si pone in particolare l'ambizioso obiettivo di creare un’alternativa all'attuale sistema di alimentazione elettrica dei satelliti. Il progetto prevede di utilizzare una rete di piccoli cubesat in grado di produrre, accumulare, e poi trasferire l'energia ai satelliti destinatari con l'uso della tecnologia laser. Una sorta di centrale elettrica diffusa direttamente in orbita. 

Abbiamo parlato con il Professor Di Lizia del suo ruolo di mentor in SubCubes nell'ambito di un contest di Open Innovation come il #T-TeC, ma anche del rinnovato interesse nello spazio da parte dei giovani studenti e della necessità di un rapporto sempre più stretto tra Università e Aziende.

Professor Di Lizia, oggi lo Spazio è riconosciuto come indispensabile alla vita sulla Terra. Tutto questo com’è percepito dalle nuove generazioni di studenti?

Gli studenti che si avvicinano agli studi in ambito spaziale sono mossi sempre da una grande e genuina passione per il settore. Molto più rispetto al passato, inoltre, sono particolarmente colpito dalla consapevolezza che le nuove generazioni di studenti hanno nel ruolo della ricerca spaziale sulla società. E questo, a sua volta, le avvicina sempre di più allo spazio.

Quello che un tempo era percepito come un settore distante, troppo difficile da affrontare, ora sta diventando una sfida che gli studenti trovano a portata di mano La conseguenza diretta è l'evidente aumento del numero di studenti di Ingegneria Aerospaziale in tutto il mondo, che hanno maggiore consapevolezza delle ricadute della ricerca spaziale sulla società e  voglia crescente  a trovare nuove applicazioni utili.

Cosa si aspettano di trovare, una volta usciti dalle Università, le ragazze e i ragazzi che oggi studiano materie STEM, in particolare quelle più legate all’ambito spaziale?

Prima di tutto, a mio avviso, c'è il desiderio di continuare a imparare, sempre. Può sembrare paradossale, perché si pensa che l'Università sia il culmine di un percorso di studi. D’altra parte, però, è pienamente comprensibile: a distanza di molti anni dalla laurea, anche io ho ancora un forte desiderio di continuare a imparare cose nuove e credo sinceramente che sia un qualcosa condiviso da molti nella mia situazione. Certamente, la prima forma di crescita post-laurea, una volta entrati nel mondo del lavoro, è rappresentata dalla preziosa esperienza pratica che l'industria offre in campi specifici. E questo dà una soddisfazione immediata.

Per realtà come Telespazio, lavorare a progetti di Open Innovation con atenei come il Politecnico di Milano significa accedere a saperi e competenze di cui ogni grande azienda ha bisogno. Quali sono invece i vantaggi dell’Università nel collaborare con le imprese?

I benefici sono duplici, poiché è duplice il ruolo dell'Università nella società. Da un lato, l’Università svolge un ruolo essenziale nell'innovazione, attraverso le sue attività di ricerca. A questo proposito, e sulla base della mia esperienza personale, l'opportunità di collaborare con aziende del settore come Telespazio, permette di definire il ruolo dell'industria e dell'Università nell'affrontare le sfide tecnologiche attuali e, di conseguenza, di incanalare meglio le nostre attività di ricerca applicata.

Inoltre, l'Università ha un ruolo fondamentale nella formazione delle future generazioni di ingegneri aerospaziali. Sono queste generazioni che entreranno nelle aziende e contribuiranno al loro sviluppo, oltre che al progresso del settore nel suo complesso. L'interazione con l'industria ci aiuta quindi a capire come le attuali sfide tecnologiche si traducano in esigenze formative, che cerchiamo di soddisfare quotidianamente organizzando al meglio le nostre attività didattiche.

Come si può valorizzare ancora il circolo virtuoso di collaborazione tra Università e imprese? 

Come detto prima, i benefici dell'interazione Università-industria sono reciproci. Tuttavia, è importante sottolineare che questi benefici possono essere raggiunti solo a patto che queste interazioni non siano fini a loro stesse e occasionali. Mi spiego meglio: credo che Università e aziende debbano lavorare in sinergia, strutturando la cooperazione all'interno di iniziative con programmi a medio e lungo termine. Questo vale sia per i piani di ricerca e sviluppo, sia per la formazione.

Nel campo della ricerca e dello sviluppo, sono sicuramente importanti le numerose iniziative derivanti dal programma Next Generation EU a livello nazionale e internazionale, così come la partecipazione delle Università alle reti dei Business Incubation Centres dell'ESA.  Può inoltre essere estremamente utile la creazione di forum di discussione non solo programmatici ma anche tecnici, con l'organizzazione di gruppi di lavoro tematici per diffondere idee e generarne di nuove in modo congiunto.

L'importanza della sinergia tra Università e industria è evidente anche nell'istruzione. La pianificazione di programmi di formazione universitaria di grande livello deve basarsi sia un rapporto costante tra Università, centri di ricerca e industria, ma anche sul contributo diretto dell'industria alle attività di formazione all'interno delle Università stesse.

Al Politecnico di Milano, ad esempio, abbiamo già fatto dei passi in questa direzione e alcuni corsi sono stati costruiti in collaborazione con le aziende, con il loro diretto coinvolgimento nelle attività didattiche.

Il Politecnico di Milano ha partecipato già diverse volte al #T-TeC, ottenendo grandi risultati come il terzo posto dello scorso anno con il team SunCubes. Come si sono sviluppati i progetti dopo il contest? Quale è il suo ruolo in qualità di mentor? 

Sono rimasto positivamente colpito dalle capacità tecniche del team SunCubes - così come, ci tengo a sottolineare, di tutti gli altri team che hanno partecipato al contest - ma anche dalla loro creatività e entusiasmo. Oggi il nostro rapporto va ben oltre il semplice tutoraggio, perché non nascondo che ho tratto da loro ispirazione ed entusiasmo anche per le mie attività all'Università.

Inizialmente, il mio ruolo era principalmente tecnico: avevo e ho tuttora incontri regolari con il team per dare il mio parere su obiettivi, requisiti e fattibilità tecnica delle soluzioni proposte. Tuttavia, ci siamo resi conto fin da subito che la natura interdisciplinare del progetto richiedeva un ampliamento delle competenze tecniche in settori non strettamente legati all'ingegneria aerospaziale. Ho quindi aiutato il team nelle fasi iniziali di creazione di un comitato scientifico di supporto adeguato.

Dopo questa fase iniziale, abbiamo discusso su come rendere l'idea scalabile e ho cercato di aiutarli nella creazione di un primo business plan, valutando le opportunità di business a breve, medio e lungo termine. Da questo punto di vista, sono stati fondamentali la partecipazione al #T-TeC 2022, ma anche il successo nell'iniziativa Switch2Product, il programma di innovazione organizzato da PoliHub, l'Ufficio Trasferimento Tecnologico del Politecnico di Milano e Officine Innovazione di Deloitte. Questi risultati hanno dato a SunCubes l'opportunità di ricevere supporto e formazione nella pianificazione delle attività della start-up e nella promozione della loro idea presso potenziali investitori, clienti e stakeholder.

Insomma, l’esperienza di SunCubes è stata un crescendo di attività e opportunità che si sono alimentate a vicenda, dando vita a soddisfazioni e risultati sempre nuovi. Il merito di tutto questo successo è però del team di ragazzi dietro SunCubes, della loro determinazione e delle loro capacità. Il mio contributo è quello di dare qualche consiglio e, soprattutto, di essere il loro primo tifoso!

Che consiglio darebbe a un ragazzo che sta frequentando l’ultimo anno di superiori e sta pensando di intraprendere un percorso STEM?

Il messaggio più importante che voglio dare agli studenti che intendono intraprendere una carriera STEM, in particolare nel campo dell'ingegneria, è mantenere sempre una mentalità aperta, mettere in discussione le proprie convinzioni e considerare la fattibilità di idee e soluzioni progettuali alternative alle proprie, come ad esempio quelle proposte dagli altri membri dei team con cui lavoreranno.

È infatti questo atteggiamento che ha permesso di raggiungere i grandi traguardi dell'industria spaziale che tutti conoscono. Ma è anche l'unico approccio che ci permetterà di non riposare sugli allori, ma di raccogliere nuove sfide che, come in passato, diventeranno opportunità per tutta la società.

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