Dal #T-TeC alla Luna

10 dicembre 2021

Abruzzese di nascita, romana d’adozione, con una passione per la tecnologia e la natura. Alessia De Matteis, partecipante alla prima edizione del #T-TeC, oggi lavora per portare Telespazio nel futuro (e sulla Luna)!

L’obiettivo di un contest di Open Innovation come il #T-TeC – Telespazio Technology Contest, è in prima battuta aprire l’azienda al mondo esterno per carpire e ascoltare idee e intuizioni e poi trasformarle in potenziali business.

Un altro scopo, forse meno visibile ma ugualmente importante, è creare un forte legame tra il mondo dell’industria e le università per innescare un circolo virtuoso fatto di collaborazione e obiettivi condivisi. 

Alessia De Matteis è l’esempio lampante del successo di questo circolo virtuoso.

Nel 2019, subito dopo la laurea Magistrale in Control Engineering presso l’Università la Sapienza di Roma, Alessia ha preso parte alla prima edizione del #T-TeC con un progetto derivato dalla sua tesi. Da lì è iniziato un cammino che prima di giungere in Telespazio ha fatto tappa ad una borsa di ricerca e a un master II Livello in “Satelliti e Piattaforme Orbitanti”. 

A pochi giorni dal 16 dicembre, data dell'evento di premiazione del #T-TeC 2021, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Alessia, che ci ha raccontato il percorso che dal #T-TeC l’ha portata fino al Gruppo Innovazione e Tecnologia di Telespazio.

Come sei arrivata a partecipare al #T-TeC 2019?

Mi sono avvicinata al #T-TeC grazie al Professore relatore della mia tesi magistrale, che mi ha proposto di partecipare. Ho colto subito questa occasione per valorizzare e far conoscere il mio lavoro, tra l’altro legato ad un tema innovativo come l’integrazione delle comunicazioni satellitari con le reti 5G. Anche se purtroppo non ho vinto il Contest, il #T-TeC mi ha fatto conoscere e appassionare al settore aerospaziale. Qualche tempo dopo, nell’ambito di una borsa di ricerca dell’Università, ho avuto l’opportunità di collaborare nuovamente con Telespazio in un progetto dell’Agenzia Spaziale Europea.   

Quali sono le principali sfide del settore aerospaziale che da studente hai dovuto rapidamente imparare a conoscere?  

Le sfide principali sono legate all’acquisizione di competenze specifiche nel più breve tempo possibile, non solo riguardanti il settore aerospaziale, ma anche le dinamiche industriali in generale. Ovviamente tutte queste sfide sono supportate dalla formazione in azienda e dal training on the job con i colleghi. Il settore aerospaziale è molto ampio e variegato, ed è quindi profondamente legato a settori verticali, penso quindi ai trasporti, all’energia, all’oil&gas o all’agricoltura, solo per citare qualche esempio. Richiede quindi l’applicazione e l’integrazione di diverse discipline ingegneristiche e fisiche come, ad esempio, quello dell’automazione e dell’ingegneria dei sistemi, che sono il mio settore di studi. Insomma, sono convinta che nel settore aerospaziale ci sia “spazio” per tutti coloro che vogliono lavorare e crescere, anche se provengono da percorsi formativi differenti.  

Ormai da un anno lavori nel Gruppo di Innovation & Technology di Telespazio: ora che sei dall’altra parte, puoi raccontarci qualcosa di più dell’Open Innovation?

Aprirsi e lasciarsi contaminare da idee, progetti e tecnologie che vengono dall’esterno è un approccio valido, perché stimola il processo di innovazione e riduce sempre più la distanza tra università, ricerca e mondo del lavoro. Per un’azienda tecnologicamente avanzata come Telespazio, l’Open Innovation è un punto di forza vincente.

Puoi raccontarci su quali progetti stai lavorando?

Al momento mi occupo di due progetti ESA, entrambi con il focus sull’applicazione e l’integrazione di nuove tecnologie. Il primo, ARIES, è uno studio che ha l’obiettivo di definire ed implementare un sistema per la gestione di emergenze, in particolare incendi e frane, sfruttando l’integrazione di assetti satellitari e del 5G nelle fasi di prevenzione, monitoraggio, rilevamento e intervento. Quindi molto vicino alla mia tesi di laurea. Il secondo progetto è Moonlight, per il quale stiamo studiando a come definire e progettare un’infrastruttura in grado di fornire servizi di comunicazione e navigazione – simili a quelli che abbiamo oggi sulla Terra - per le future missioni commerciali istituzionali verso la Luna.

Vuoi dare un consiglio agli studenti e ai ricercatori che si approcciano al #T-TeC?

Il consiglio che posso dare ai ragazzi che parteciperanno al #T-TeC è di proporre un’idea davvero originale e di svilupparla al meglio in modo da far risaltare le proprie capacità e competenze. Perché, come sulla Terra, anche nello spazio il duro lavoro viene sempre ripagato!

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