Dopo il #T-TeC 2022, l’intelligenza artificiale di SPAICE vola nello Spazio

20 novembre 2023

Portare l’intelligenza artificiale nello spazio e rivoluzionare l’intero settore dalle fondamenta. È questo l’obiettivo di SPAICE Technology, start-up internazionale che lo scorso anno si è classificata al secondo posto nel #T-TeC, il contest di open innovation di Telespazio e Leonardo.

E per farlo è necessario una buona dose di ambizione, grande talento ma anche una visione a lungo termine di quelle che saranno le evoluzioni del mercato.

Ne abbiamo parlato con Matteo Cuccorese, ingegnere aerospaziale specializzato in intelligenza artificiale e machine learning all’Imperial College di Londra, e uno dei fondatori della start-up, nata dall’entusiasmo di un gruppo di studenti provenienti da diversi atenei del mondo.

In vista della chiusura della prima fase del #T-TeC 2023, prevista per il prossimo 10 dicembre – data ultima per la consegna dei progetti – Matteo ci ha raccontato qualcosa in più di SPAICE, del futuro degli In-Orbit Services, e dato qualche consiglio a chi si appresta a partecipare al contest.

Matteo, nel 2022 il progetto SPAICE è arrivato al secondo posto nel #T-TeC e, oltre ad un premio in denaro, avete vinto la possibilità di accedere ad un percorso di pre-incubazione a cura della I3P del Politecnico di Torino. Cosa è successo in questi ultimi mesi?

Dopo il #T-TeC, ci siamo dedicati all'evoluzione del nostro concept iniziale in una startup, investendo diversi mesi in un'analisi dettagliata del settore per capire come il nostro prodotto fosse in linea con le esigenze di mercato. Questo ha comportato il coinvolgimento di diverse aziende, così da comprendere processi e requisiti, ma anche la partecipazione a diverse conferenze per ampliare la nostra conoscenza del settore e – ovviamente - migliorare la nostra visibilità. Questo percorso ci ha portati a scegliere di costituirci come società e a incorporare SPAICE Technology nel maggio 2023 nel Regno Unito. Da allora, abbiamo riscontrato un interesse significativo da parte di aziende italiane, europee e statunitensi.

Adesso stiamo attivamente sviluppando Proof of Concepts (PoC) con fornitori di servizi in orbita e aziende produttrici. Il nostro team è passato da tre a sei persone, attirando i migliori talenti da istituzioni come l'Imperial College di Londra, l'ETH e l'Università di Oxford, oltre a tre consulenti tecnici che guidano la ricerca sui nostri prodotti. Con il co-fondatore Nicholas Argenziano ora siamo a tempo pieno su SPAICE. L'incubazione presso l'I3P e il recente ingresso nell'acceleratore Bic dell'ESA a Torino sono stati fondamentali, perchè hanno rafforzato le nostre connessioni con la rete di aziende, startup e investitori dell'ESA. Attualmente stiamo avviando il nostro round di investimenti, con impegni già presi. Questi fondi amplieranno ancora di più il nostro team tecnico, accelerando lo sviluppo e la sperimentazione delle nostre offerte per arrivare ad una dimostrazione in orbita, che sarà un grande traguardo per la nostra azienda!

Quale è il supporto dell’I3P?

I3P ha svolto un ruolo fondamentale nel plasmare SPAICE per superare al meglio tutte le tappe fondamentali di una startup. In particolare, ci siamo concentrati sullo sviluppo e sul perfezionamento della nostra presentazione, assicurandoci che trasmettesse in modo chiaro e convincente la nostra storia. I3P è stata fondamentale, inoltre, per lo sviluppo della nostra roadmap tecnica, della stima dei costi e delle proiezioni di vendita, oltre che per l'esplorazione di vari modelli di business. Questi elementi sono stati meticolosamente integrati nel nostro piano finanziario strutturato. Inoltre, I3P è stata importantissima nell’aiutarci a comprendere gli aspetti chiave della gestione di una startup, come creare una solida documentazione per gli investitori e i partner e nel metterci in contatto con una rete di investitori, consulenti legali, contabili e specialisti della proprietà intellettuale.

Perché tu e il tuo team avete deciso di partecipare al contest di Telespazio?

Ho completato la mia tesi sull’applicazione del deep learning ai satelliti presso l'Imperial College, ispirandomi a una proposta di Thales Alenia Space. E lì che ho incontrato Nicholas e Guillem Garrofé Montoliu, con cui condivido l'ambizione di rivoluzionare l'industria spaziale con tecnologie AI all'avanguardia. Quando abbiamo visto il bando del #T-TeC, abbiamo subito pensato fosse un contest ideale per testare le nostre idee e per conoscere meglio le attuali esigenze del mercato spaziale. Volevamo avviare un’azienda spaziale e anche i tanti riconoscimenti di vari programmi di incubazione rappresentavano per noi un'ottima opportunità. Il #T-TeC ci ha permesso infatti di mettere in campo la nostra esperienza e di presentare il nostro progetto ad una giuria di alto livello, una grande occasione per miglioralo. Entrando in contatto con esperti di alto livello, non solo abbiamo aumentato la nostra credibilità, ma abbiamo anche gettato le basi per una partnership a lungo termine con Telespazio e Leonardo.

Vi aspettavate di essere tra i progetti più apprezzati? Quali sono stati, secondo te, i punti di forza del progetto?

Nel costruire il nostro team, abbiamo messo insieme tra i migliori talenti tecnici sotto la guida – in qualità di consulenti - di insegnanti e professori di alto livello. Nella nostra idea, abbiamo affrontato ad esempio gli attuali ostacoli all'impiego di modelli di intelligenza artificiale nello spazio, allineandosi coerentemente con i prodotti e i segmenti di mercato principali di Leonardo e Telespazio. È stato fondamentale non solo dimostrare la possibilità di andare sul mercato e la fattibilità economica del nostro prodotto, ma anche evidenziare la sua rilevanza sia nel settore spaziale che in quello terrestre, affrontando aree critiche per Telespazio e Leonardo. Inoltre, il fatto che la nostra tecnologia fosse già parzialmente pronta, la profonda analisi del mercato e del panorama competitivo sono state – a mio avviso - essenziali per il nostro successo.

Hai fondato una start-up chiamata SPAICE Technology, che obiettivi si pone?

L’obiettivo di SPAICE Technology è portare l'intelligenza artificiale nello spazio attraverso strumenti software basati sugli algoritmi AI che abbiamo sviluppato che, integrati con il nostro kit robotico proprietario, permetteranno servizi in orbita (In-Orbit Servicing, IOS) completamente autonomi, per diverse missioni e satelliti, su ogni scala. Vogliamo che i satelliti siano in grado di raccogliere i dati, ma anche di elaborarli, così da eseguire missioni sempre più innovative.

SPAICE si è già imposta all'attenzione del settore spaziale, assicurandosi approvazioni e collaborazioni con importanti operatori del settore come Leonardo e Astroscale, ed esplorando partnership con startup innovative per missioni congiunte e sviluppo di hardware. La nostra strategia per crescere e raggiungere un mercato globale prevede la diversificazione dei nostri servizi nello spettro degli IOS e la crescita di clienti, oltre che geografica. Vogliamo anche attrarre i migliori talenti e integrare nuove tecnologie all'avanguardia, garantendo la nostra crescita e mantenendo il nostro vantaggio competitivo.

Quali sono, secondo te, le caratteristiche che deve avere un buon progetto spaziale?

Considerata la complessità dell'industria spaziale, che comprende segmenti commerciali, militari e istituzionali ed è dominata da pochi grandi operatori, è essenziale creare prodotti che rispondano tante diverse esigenze. Questo non vale solo per le applicazioni downstream, dove ci sono opportunità per creare nuovo valore ad aziende non spaziali. Penso che lo sviluppo di tecnologie con applicazioni che siano sia nell’ambito upstream che downstream abbia un valore immenso. In un settore in cui l'innovazione richiede tempo, la diversificazione delle prime applicazioni in grado di portare fatturato è un fattore critico per il successo di una startup. Inoltre, l'evoluzione del panorama della sostenibilità spaziale e le nuove normative influenzeranno in modo significativo le future applicazioni del settore. Una startup spaziale lungimirante dovrebbe puntare a contribuire positivamente allo sviluppo di una New Space Economy sicura e responsabile anche dal punto di vista ambientale.

Hai qualche consiglio da dare a chi si candida per la nuova edizione del #T-TeC, che si concluderà il prossimo 10 dicembre?

Il mio consiglio è essere ambiziosi e visionari, ma allo stesso tempo realistici, quando si pensa allo sviluppo di un prodotto in ambito spaziale. Dal mio punto di vista è fondamentale puntare a un prodotto che possa essere pronto per il mercato entro 3-5 anni, tenendo conto non solo delle sfide tecnologiche, ma anche della preparazione del settore e del mercato. È essenziale costituire un team altamente qualificato con competenze specialistiche. Anche l'allineamento con gli obiettivi di innovazione di Telespazio e Leonardo nell'ambito dei temi del #T-TeC è ovviamente fondamentale. Credo che una grande attenzione agli aspetti commerciali, imprenditoriali e finanziari sia basilare per sostenere per qualsiasi tecnologia innovativa.

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