L'Italia spaziale

L'Italia spaziale

50 anni fa, il 15 dicembre 1964, veniva lanciato in orbita il primo satellite italiano: il San Marco 1. Dopo URSS e USA, l’Italia diventava così il terzo paese al mondo a mettere in orbita un satellite artificiale, entrando da protagonista nella storia della conquista dello spazio.

 

Il San Marco 1 partì dal poligono americano di Wallops Island in Virginia (Usa), con un vettore Scout (Sv-137). Era un oggetto di piccole dimensioni, una sfera di 66 centimetri per 115 chilogrammi, in grado di misurare la densità dell’alta atmosfera in modo continuo e con una precisione mai raggiunta prima, attraverso uno strumento scientifico di bordo chiamato Bilancia Broglio, dal nome del suo ideatore il prof. Luigi Broglio. Il satellite venne realizzato nel Centro ricerche aerospaziali dell’Università di Roma.

 

Tutto era cominciato con l’accordo di collaborazione bilaterale per la ricerca scientifica e la sperimentazione spaziale tra Italia e Stati Uniti, siglato nel gennaio del 1962. Fu il trampolino per il lancio di nuove opportunità industriali e tecnologiche nel nostro Paese. Una di queste fu certamente lo sviluppo della prima società spaziale italiana, Telespazio, che era nata pochi mesi prima, il 18 ottobre 1961, su iniziativa di RAI e Italcable. L’attività di Telespazio apriva di fatto all’Italia le porte dello Spazio, con la sperimentazione di nuove forme di telecomunicazioni attraverso i satelliti artificiali tra Italia e Stati Uniti.

 

Era solo l’inizio di una lunga avventura che dai primi anni sessanta ad oggi ha visto l’Italia partecipare da protagonista all’evoluzione del settore spaziale: con i suoi scienziati e tecnici, con i suoi astronauti, con la tecnologia e l’innovazione sviluppata dalle sue aziende.

 

Il 50° anniversario del lancio del San Marco 1 sarò celebrato a Roma, presso la sede dell’Agenzia Spaziale Italiana, il prossimo 16 dicembre. Un evento organizzato dall'Aeronautica Militare, dall’ASI e dal Centro Studi Militari Aeronautici "Giulio Douhet", con la collaborazione dell’Università di Roma 1.

 

 

 

 

 

 

Roma 11/12/2014