Lago d'Aral
 
 
Molti laghi sulla superficie terrestre presentano un comportamento dinamico e mostrano, a causa di una miscela di fenomeni naturali ed antropici, la tendenza a ridursi (Ciad, Urmia) o addirittura a sparire completamente. Il Lago d’Aral, situato alla frontiera tra l'Uzbekistan e il Kazakistan. rappresenta un caso unico sia per le dimensioni dell’evento che per il fatto di essere stato deliberatamente “sacrificato” dai pianificatori sovietici.

All’inizio degli anni ’60 , le acque dei due grandi fiumi che lo alimentavano, il Sir-Dar’ja e l’Amu-Dar’ja sono state deviate con l’obiettivo di irrigare immense piantagioni di cotone.
A quell’epoca il lago si estendeva per circa 68.000 Km², più o meno la stessa area coperta dal lago Vittoria, al quarto posto nella graduatoria mondiale.
A partire dal 1985 le dimensioni del lago di Aral sono state tenute sotto controllo mediante immagini ottenute dai satelliti. Il rapido processo di de-essicazione ha portato con sé un numero impressionante di problemi ambientali.


In primo luogo, la salinità accresciuta dell'acqua non ha più permesso la pesca, che rappresentava la maggior risorsa economica delle popolazioni residenti sulla riva del lago. Delle 24 specie ittiche, ne sono rimaste 4.

Inoltre, le dune di sabbia del deserto del Kyzyl Kum avanzano dove prima vi erano le acque del lago; la terra nuda è ricoperta da una coltre di sale reso tossico dall’apporto di fertilizzanti e defolianti utilizzati per molti anni nelle piantagioni di cotone.

Non sono questi però purtroppo i veleni più pericolosi di cui preoccuparsi: la piccola isola Vozrozhdeniye, che si trova al centro del lago, ha ospitato per decine di anni i laboratori sovietici per lo sviluppo delle armi chimiche e batteriologiche, abbandonati dopo il 1989. A causa del processo di de-essicazione del lago, l’isola è cresciuta fino a collegarsi con la terra ferma in modo stabile tra il 2000 ed il 2001 (vedere “l’evento” documentato sul sito Earth Observatory della NASA). Non è ancora ben chiaro il livello di contaminazione del terreno dell’ex-isola ma è certo che siamo di fronte ad una bomba ad orologeria ambientale con potenziale distruttivo incalcolabile.

Negli ultimi anni la parte nord del lago, interamente in territorio Kazako, ha visto aumentare la sua superficie e la sua profondità; anche grazie ad una grossa diga che ha separato questa parte dal sud, considerato irrimediabilmente perso. Un piccolo ma importante segnale di ottimismo dal luogo della “peggiore” catastrofe ecologica possibile.


 
Download image: Il lago d'Aral in una carta geografica russa attribuita a Nikolai
Vladimirovich Khanikoff, un attento viaggiatore russo dell’’800.
 
Download image: L'immagine NASA-MODIS, mostra il lago d'Aral nel 2004.
La linea blu rappresenta il profilo costiero del lago rilevato nel 1960.



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